venerdì 27 maggio 2016

SAMETTO V Ep. 1

Le origini




Acquisito: Giugno 2007.
Il Sametto V in tutto il suo rustico splendore al momento del recupero.
Gli pneumatici (ricostruiti) e la batteria (nuova) sono stati montati pochi mesi prima.
Mancano le targhette metalliche ai lati del cofano motore con la scritta Sametto V .



Motore bicilindrico a “V” raffreddato ad aria, cilindrata 1700 cc, ciclo Diesel 26 CV,
quattro ruote motrici, sistema originale Same, sollevatore idraulico con Sistema Automatico (di) Controllo “SAC”, parafanghi a orecchia di elefante.

Per quanto non in ottima forma il mezzo complessivamente funziona ed è stato utilizzato per varie lavorazioni (leggere) fino al momento dell’acquisizione.
L’impiego del mezzo è stato prevalentemente nelle operazioni colturali di un piccolo vigneto (irrorazione, arature superficiali interfilari, …) che sono le operazioni tipiche per le quali il trattore è stato progettato.

Il Sametto V in un’immagine da un catalogo d’epoca in cui lo si vede operare nel suo ambiente naturale. Il modello rappresentato monta parafanghi avvolgenti con seggiolino per il passeggero.

giovedì 26 maggio 2016

KRAV MAGA

... ovvero sopravvivi!

Da che ho memoria ho sempre praticato almeno uno sport ma più spesso due o tre parallelamente.
Il nuoto, mio fedele compagno, l'ho affiancato nel corso del tempo a diversi altri sport: sci, snowboard, pallacanestro, danza classica, moderna e contemporanea, ginnastica artistica e ritmica, rugby, windsurf... 
Fino alla quinta liceo la mia vita è sempre stata un correre da una piscina verso una palestra o viceversa. 
Poi sono crollata. 
In quel periodo mi sentivo un po' soffocare dai troppi impegni quindi ho mollato tutto. Ho trascorso un anno a non fare niente. Era il primo anno dell'università: senza obbligo di frequenza, senza orari... mi sono persa. Non capivo perché fossi così stanca eppure dormivo sempre. 
Sono riuscita a scrollarmi di dosso quell'apatia lavorando durante la stagione estiva come animatrice in un villaggio turistico in Calabria. Quel lavoro mi ha contemporaneamente ridato vita e prosciugato ogni energia. Finita la stagione ero distrutta ma sveglia e cosciente di dover riprendere a fare sport, la mia ancora di salvezza.
Ma cosa scegliere? Mentre valutavo se tornare nella cara e vecchia piscina è successo un episodio sgradevole, che me ne ha fatti ricordare altri, i quali tutti insieme mi hanno fatto infuriare e sentire impotente. Quindi mi sono orientata verso l'autodifesa.
Avevo già iniziato a frequentare dei corsi in passato ma non ne ero rimasta soddisfatta, cercavo qualcosa di più efficace.
Ho sperimentato diverse discipline in diverse palestre fino a trovare un istruttore davvero preparato e la tecnica giusta per me: Krav Maga.
Per i primi tre anni sono riuscita a praticare sia krav che pugilato poi l'anno scorso per diverse ragioni ho dovuto scegliere. Krav ovviamente. Perché?
Semplice, perché funziona.
Sono tecniche universali studiate per essere efficaci in qualsiasi situazione, che tu sia più forte del tuo avversario, il che ovviamente non guasta, o più debole non importa, non è una questione di muscoli.
Allenandomi ho imparato molto e non solo in tecniche ma anche mentalmente: controlla il tuo spazio, se possibile individua la minaccia prima che questa arrivi troppo vicino a te, niente panico, non si muore per un pugno, respira, possibilmente ogni volta che espiri percuoti dove fa più male e scappa.

"Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro.
E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te."
(Friedrich Nietzsche)

mercoledì 25 maggio 2016

SAMETTO V Ep. 0

Questo è il racconto del recupero del trattore SAMETTO V prodotto dalla SAME all'inizio degli anni '60.
La documentazione fotografica delle fasi di recupero del trattore è stata raccolta e organizzata in corso d'opera in una relazione tecnica che descrive, commenta e visualizza le principali operazioni e lavorazioni eseguite.
Le foto sono una selezione delle centinaia di scatti eseguiti durante il corso dell’attività, molte di queste sono state scattate con una finalità documentale, per esempio, per facilitare il montaggio delle parti dopo la riparazione.
La parziale rielaborazione in una forma più discorsiva del testo originale sarà l'oggetto di alcuni dei prossimi post.

giovedì 19 maggio 2016

ESERCIZIO SVOLTO

Meccanica delle macchine


Cercando sul web si possono trovare molti esercizi svolti di qualsiasi materia voi cerchiate.
Purtroppo raramente sono completi.
Quando si svolge un esercizio per terzi si dovrebbe commentare ogni passaggio. Certo, chi lo propone conosce la materia, si spera, quindi le spiegazioni, le puntualizzazioni sembrano ridondanti ma se l'esercizio deve servire come esempio sono essenziali a mio parere.
Ecco quindi ciò che intendo per esercizio svolto.

Qui sotto troverete il link per aprire la pagina web dove ho trovato l'esercizio:


E' un esercizio semplice, che tratta le basi delle basi di meccanica delle macchine.

Potete fidarvi, non sono come gli autori dei testi universitari che scrivono quelle frasi da pelle d'oca: "... dopo semplici passaggi..." oppure "... è evidente che...". 
No, non è evidente e per svolgere quei semplici passaggi servono ore ed un blocco note intero! Suvvia non prendeteci in giro!

Sfoghi a parte, svolgiamo l'esercizio.


Dati:
componente accelerazione orizzontale
a0 = 6 m/s^2
componente accelerazione verticale
g = 9 m/s^2
angolo traiettoria rispetto all'orizzontale
15°
velocità lungo la traiettoria
vG = 15 * 10^3 km/h

Per risolvere l'esercizio si ipotizza che il razzo coincida con il suo baricentro G e che il moto di quest'ultimo, nell'istante considerato, sia circolare.




Svolgimento:
Il vettore di accelerazione del razzo è dato dalla somma della componente normale e della componente tangenziale rispetto alla traiettoria: a = an + at.

Il vettore accelerazione normale, nel nostro caso, è dato dalla proiezione della componente di accelerazione orizzontale a0 sulla perpendicolare alla traiettoria (con segno negativo poiché l'angolo formato è minore di 90°) più la proiezione della componente di accelerazione verticale g sempre sulla perpendicolare alla traiettoria.

an = -a0 sen15° + g cos15° = -6 sen15° + 9 cos15° = 7,140 m/s^2

Il vettore di accelerazione tangenziale è dato dalla proiezione della componente di accelerazione orizzontale a0 sulla traiettoria più la proiezione della componente di accelerazione verticale g sempre sulla traiettoria.

at = a0 cos15° + g sen 15° = 6 cos15° + 9 sen15° = 8,125 m/s^2

Il modulo di accelerazione del razzo è dato dalla somma dei moduli di accelerazione normale e tangenziale.

|a| = |an| + |at| = √(7,140^2 + 8,125^2) =10,816 m/s^2

La velocità del razzo lungo la traiettoria convertita nel Sistema Internazionale vale:

vG = (15 * 10^3) * (10^3 / 3600) = 4166,67 m/s

Come da ipotesi per svolgere gli ultimi due quesiti ci avvaliamo delle equazioni del moto circolare.
Il raggio di curvatura della traiettoria è dato dal quadrato della velocità lungo la traiettoria fratto la componente normale dell'accelerazione.

ρ = vG^2 / an = 4166,67^2 / 7,14 = 2,43 * 10^6 m

La velocità angolare di rotazione del segmento che unisce il centro di curvatura C con il razzo si ricava dalla velocità del razzo diviso il raggio di curvatura.

β· = vGρ = 4166,67 / 2,43 * 10^6 = 1,715 * 10^-3 rad/s



MAL COMUNE MEZZO GAUDIO

giovedì 12 maggio 2016

FLOWERBED BULBOUS

This winter, not having enough to do between studying and working in the countryside, I designed a flowerbed mainly dedicated to bulbs.
Having decided to build it around Gandhi the plane tree (my plane tree is a pacifist, nothing to do with the Hogwarts one) I used the trunk as the pivot to trace the circle with a rod tied at the end of a string.
Dad has outlined the perimeter of the flowerbed arranging stones as a semicircle, stacking up to about half a meter (1 ft 8 in) at the highest point and then decreasing them to soil level linearly.
We have accumulated leaves, ashes and earth mixed with manure to form the embankment of the flower which, as it was realized the retaining wall, is declined.
Settled the soil I focused on planting the bulbs!
I was back from Amsterdam with fifty tulip bulbs (the idea comes from this purchase), in the winter I bought more flowers: freesias, ornamental garlic, lilies, daffodils, snowdrops, muscari, hyacinths, crocus… and I could count on a almost endless supply of iris from the garden.

I tried to arrange the bulbs so that once bloomed all the flowers are visible: close to the trunk, in the center of the circle, the highest flowers such as iris, garlic and lilies.



In the middle, always with the help of the string compass, two concentric circles of tulips alternating with daffodils; outside the lowest flowers. 
Then the seed of other flowers was sown broadcast and I drew another circle, internal to those of tulips and daffodils, of dwarf sunflower seeds.






First snowdrop
Unfortunately it was very late to plant the bulbs so the result is not the best now, but I am confident that by next spring the flowerbed will get better.


The flowerbed is beginning to take shape (Yuki in the background)










But the work is not finished!

I want to turn up the wall to a second round of stones and I'm waiting for all the flowers appear to transplant ferns, primroses and violets from another flowerbed that I'll dismantle for his unfortunate position.


Do you like the project? Have you also devoted a zone to the bulbous ones or would you like to do it? Any suggestion is welcome!



"If you have a garden and a library, you have everything you need." (Cicero)

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INTRODUCTIONS

Welcome, my name is Giulia. I’m lucky to have a wonderful family, together we are a team: mom Paola, dad Adriano and grandparents Giann...